Il punto G è probabilmente la zona erogena più ricercata... e la più incompresa. Persino la scienza è ancora incerta su cosa si debba davvero cercare.
Dagli anni '80, il "punto G" viene presentato come una zona precisa, localizzata, quasi un bottone da trovare. La realtà scientifica è più sfumata — e fortunatamente, ciò non impedisce di esplorare questa zona con piacere.
Una zona, non un punto
Per la ginecologa Odile Buisson e il chirurgo Pierre Foldès, il punto G «non è una struttura anatomica, ma una funzione del complesso clitoro-uretro-vaginale». I loro studi ecografici mostrano che stimolare la parete anteriore della vagina mette in movimento le radici interne del clitoride, situate appena sotto. In altre parole: quello che viene chiamato "punto G" potrebbe essere una sfaccettatura della stimolazione clitoridea, percepita diversamente a seconda dell'angolazione e della pressione.
Nel 2012, una revisione della letteratura pubblicata sul Journal of Sexual Medicine (Kilchevsky et al.) ha esaminato 96 studi pubblicati tra il 1950 e il 2012 senza riuscire a stabilire una prova anatomica di una struttura unica e distinta corrispondente al punto G.
Ciò che sappiamo, concretamente
Anche senza un consenso sull'anatomia esatta, la zona descritta resta ben reale in termini di sensazioni per molte persone: si trova sulla parete anteriore della vagina, a circa 3-5 cm dall'ingresso, e diventa più percepibile una volta avviata l'eccitazione — i tessuti interni hanno bisogno di tempo per irrorarsi di sangue.
Inizia sempre con una stimolazione clitoridea esterna prima di cercare questa zona: essendo le due strutture collegate, l'eccitazione preliminare rende la sensazione molto più nitida. Un movimento "vieni qui" (curvo verso l'alto) funziona meglio di un classico va e vieni.
Metodo per esplorare, passo dopo passo
Il mito dell'eiaculazione obbligatoria
Molti contenuti presentano l'eiaculazione femminile come la prova definitiva di una "buona" stimolazione del punto G. È falso, e può persino creare una pressione inutile: non tutte le persone eiaculano, e l'assenza di eiaculazione non dice nulla sull'intensità del piacere provato. L'unico indicatore che conta è la sensazione stessa.
Luoghi comuni, una volta per tutte
"Il punto G è un bottone preciso, facile da localizzare"
No: è piuttosto una zona diffusa, legata alle radici interne del clitoride, la cui sensibilità varia molto da persona a persona.
"Se non sento nulla, significa che lo faccio male"
No: alcune persone sono molto sensibili in quest'area, altre molto poco — entrambe le condizioni sono perfettamente normali.
"Serve un accessorio speciale per trovarlo"
No, le dita funzionano benissimo; un accessorio curvo facilita semplicemente l'angolazione e la costanza della pressione.
Cercare il punto G non è una caccia al tesoro con una mappa precisa: è un'esplorazione personale, senza obbligo di risultato né definizioni uniche.
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